Non ha voce. Ma ha fame

COPERTINAFB_1
In Costa d’Avorio il tasso di mortalità infantile dei bambini sotto i 5 anni è del 127 per mille, uno dei più alti al mondo.

La povertà e la difficoltà d’accesso agli alimenti non sono la sola causa della malnutrizione nel paese. L’ignoranza dei problemi legati alla malnutrizione e il persistere d’alcune pratiche e credenze tradizionali hanno portato le famiglie a scorrette abitudini alimentari che possono portare i bambini a soffrire forme d’insufficienza alimentare.

Per rispondere in maniera efficace al problema della malnutrizione interverremo attraverso:

la costruzione di un centro nutrizionale per 500 bambini da 0 a 5 anni
un programma di assistenza nutrizionale per mamme e bambini dei villaggi
un’azione di prevenzione attraverso formazione e sensibilizzazione della popolazione,
lo sviluppo di progetti agropastorali destinati alle mamme e finalizzati all’aumento del reddito.
percorsi educativi sulla sicurezza alimentare e di sensibilizzazione per i bambini in Italia

Home_Teaser640_320

AIUTACI A DIRE NO ALLA FAME #dicoNOallafame
DONA AL 45505 con un sms o chiamata da rete fissa

La Costa d’Avorio è un paese che ha vissuto prima nel 2002 e poi nel 2010 una gravissima crisi politico militare i cui effetti si fanno ancora sentire. L’attuale instabilità politica, che non permette delle riforme strutturali né una programmazione di lungo periodo, ha un impatto negativo sulle condizioni di vita della popolazione.
Secondo il Documento Stratégie de Relance du Développement et de Réduction de la Pauvreté – DSRDRP (2009), elaborato dal governo ivoriano, la povertà in Costa d’Avorio si è decuplicata nel giro di una generazione e il tasso di povertà è passato dal 10% (974.000 persone) nel 1985 al 48,9% nel 2008 (10.174.000 persone). In pratica quasi la metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Sempre secondo i dati del DSRDRP il 70,1% della popolazione ha difficoltà ad acquistare il cibo e il 68,1% delle difficoltà a pagare le cure sanitarie.
In particolare il tasso di povertà è maggiormente accentuato nelle zone rurali dove è passato dal 49% del 2002 al 62,45% del 2008. Secondo il rapporto di sintesi del Cadre Intégré de la Classification de la Sécurtié Alimentaire (IPC) prodotto dalla FAO, il PAM ed altre Organizzazioni Internazionali l’insicurezza alimentare in Costa d’Avorio è soprattutto legata a dei problemi di accesso. Nonostante la disponibilità alimentare, le famiglie non dispongono di risorse finanziarie sufficienti per acquistare il cibo. L’aumento della povertà si traduce in un peggioramento delle condizioni di vita e dello stato di salute dei gruppi più vulnerabili come ad esempio donne incinta e bambini. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) il tasso di mortalità infantile dei bambini sotto i 5 anni è del 127 per mille, uno dei più alti al mondo. La malaria, il morbillo e le infezioni (soprattutto intestinali e respiratorie) sono le principali minacce per l’infanzia.
Secondo gli ultimi dati disponibili prima della guerra del Programme National de Nutrition de Cote Ivoire (2007) il 9% delle famiglie soffre d’insicurezza alimentare mentre il 20% è a rischio elevato d’insicurezza alimentare. Il tasso di malnutrizione per i bambini con meno di 5 anni raggiunge il 6,7% mentre la malnutrizione cronica tocca il 20,2% (di cui il 15% in forma severa). L’insufficienza ponderale colpisce il 20,2% dei bambini di cui il 4,3% in forma severa. Il tasso di prevalenza dell’anemia tra i bambini in età prescolare raggiunge il 50%. Questi dati non sono disponibili aggiornati e vista la forza devastatrice della guerra siamo portati a credere che siano peggiorati.
Secondo il Distretto sanitario d’Alépé nei primi 10 mesi del 2009 sono stati registrati 3.484 casi di malnutrizione (di cui 217 di malnutrizione severa) e 2.357 casi di anemia (di cui 968 nella forma severa). La malnutrizione che colpisce bambini e donne incinta, li rende particolarmente deboli e quindi maggiormente esposti alle malattie. La malnutrizione associata a malattie, che in altre circostanze non rappresenterebbe un problema sanitario grave, può anche portare alla morte di un bambino debilitato dalla fame. I soggetti più a rischio in questo caso sono i
bambini nei primi anni di vita. La povertà e la difficoltà d’accesso agli alimenti non sono la sola causa della malnutrizione nel dipartimento. L’ignoranza dei problemi legati alla malnutrizione e il persistere d’alcune pratiche e credenze tradizionali hanno portato le famiglie a scorrette abitudini alimentari che possono portare i bambini a soffrire forme d’insufficienza alimentare. Ad esempio la credenza che il consumo delle uova in tenera età renda il bambino un ladro fa si che le madri non somministrino questo alimento altamente energetico nei primi anni di vita. L’ignoranza poi di quali siano le principali categorie alimentari e a quali cibi sono associati impedisce che le madri siano capaci di preparare un pasto qualitativamente completo.
Il ruolo delle donne
Nella lotta alla malnutrizione, le donne in generale e le madri in particolari sono l’elemento fondamentale sui cui agire. Sono, infatti, le madri all’interno del nucleo famigliare i soggetti incaricati di preparare i pasti, di prendersi cura dei bambini, di provvedere alla loro igiene e della pulizia della casa.
La malnutrizione è quindi legata sia a fattori economici (basso reddito) sia a fattori culturali (pratiche tradizionali nocive) e sociali (mancanza conoscenze o scarsa informazione).
Sintesi dell’intervento
Per rispondere in maniera efficace al problema della malnutrizione del Dipartimento d’Alépé il presente progetto agirà su due assi strategici fondamentali: l’assistenza (attraverso il programma di assistenza nutrizionale e la costruzione di un centro nutrizionale all’interno dell’ospedale generale di Alépé) e la prevenzione (attraverso il programma di formazione e sensibilizzazione della popolazione delle comunità coinvolte e il programma di sviluppo di progetti agropastorali finalizzati all’aumento del reddito).
Il programma d’assistenza nutrizionale con le sue attività d’aiuti alimentari e assistenza medica contribuirà a ridurre la mortalità dei bambini dovuta alla malnutrizione e allo stesso tempo aumenterà la loro resistenza alle malattie. L’utilizzo poi di un’equipe che si sposterà nei vari villaggi permetterà un controllo sanitario maggiore della popolazione e d’individuare per tempo eventuali casi gravi. Le dimostrazioni dietetiche previste dal programma e la formazione alle madri su igiene, salute e malnutrizione ridurranno sul lungo periodo i casi di malnutrizione nelle famiglie dato che le madri saranno in grado di applicare le conoscenze e le pratiche apprese nella formazione. I casi di malnutrizione acuta con complicazioni, che non possono essere trattati a livello comunitario, verranno presi in carico dall’Ospedale Generale di Alépé. Questa struttura statale verrà dotata, grazie al progetto, di un reparto dedicato alla cura dei bambini malnutriti e all’assistenza ed educazione delle loro mamme.
Il programma di sensibilizzazione ha l’obiettivo di trasmettere informazioni, conoscenze e buone pratiche presso la popolazione dei villaggi. Infine il programma di sviluppo di progetti agropastorali fornirà ad alcune famiglie la possibilità di incrementare le proprie entrate e quindi migliorare la propria dieta. In questo senso il programma rappresenta una forma di prevenzione della malnutrizione.
Questa metodologia che prevede la compartecipazione d’attività d’assistenza, sensibilizzazione e produzione, corrisponde all’approccio utilizzato anche dalle grandi organizzazioni internazionali come ad esempio il Programma Alimentare Mondiale, ed è stata messa in atto da CIAI in un progetto in Costa d’Avorio nel 2013 ottenendo ottimi risultati.
Obiettivo
Ob. generale: contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei bambini del distretto sanitario di Alepe. Ob. Specifico: migliorare le condizioni di salute dei bambini malnutriti e donne incinta in 5 villaggi della zona di Alepé.
Beneficiari
500 bambini malnutriti di età compresa tra 0 e 5 anni e 30 donne incinta beneficeranno del programma di assistenza nutrizionale e sanitaria. 5.000 persone saranno coinvolte nel programma di sensibilizzazione. In base alle esperienze
passate si stima che ad ogni incontro partecipino un minimo di 100 persone. Dato che il programma di sensibilizzazione prevede l’organizzazione di 50 incontri si può stimare che i beneficiari della sensibilizzazione siano appunto 5.000. Data poi la natura degli incontri (igiene, salute e malnutrizione) la maggior parte degli spettatori saranno donne.
50 madri saranno beneficiarie del programma di sviluppo di progetti agropastorali.
I beneficiari indiretti saranno le comunità locali dove si svilupperà l’intervento ed il Distretto Sanitario di Alépé.
Partner
– Distretto sanitario d’Alepe, infermieri e ostetriche dei centri di salute e delle autorità locali tradizionali (griot, capi villaggio, etc.).
– ANADER (Agenzia Nazionale d’Appoggio allo Sviluppo Rurale) per l’implementazione delle attività generatrici di reddito (progetti agropastorali).
– PNN (Programma Nazionale di Nutrizione)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.